Un convegno internazionale ha riportato all’attenzione la figura di fra Antun Marcello DE PETRIS, umanista, teologo e dignitario ecclesiastico originario di Cherso.

Fino a poco tempo fa non esistevano studi scientifici in lingua croata su fra Antun Marcello DE PETRIS, una delle personalità più influenti nella storia dell’isola di Cherso e dell’Ordine francescano. Questa lacuna è stata in parte colmata dal convegno internazionale organizzato il 29 aprile 2026, in occasione del 500° anniversario della sua morte, dalla Provincia croata di San Girolamo dei Frati Minori Conventuali, dal convento di San Francesco e dalla Città di Cherso. Il convegno si è svolto presso il Palazzo Moise, dove nove studiosi ed esperti hanno presentato i risultati delle loro ricerche, offrendo uno sguardo articolato sulla vita di questo umanista, teologo e dignitario ecclesiastico, ancora poco conosciuto, originario di Cherso.

Su DE PETRIS
La prima relazione è stata tenuta da fra Matija Antun MANDIĆ, che ha offerto una panoramica biografica della vita e dell’opera di fra Antun Marcello DE PETRIS, nato intorno al 1450 a Cherso, dove morì nel 1526, dopo aver trascorso gran parte della sua vita in diverse città italiane. Mons. Franjo VELČIĆ ha presentato il contesto cittadino e spirituale di Cherso al tempo di DE PETRIS, mentre Giovanna JEROLIMIĆ TOIĆ ha illustrato la famiglia Petris di Cherso.
Fra Ljudevit MARAČIĆ ha parlato di DE PETRIS come ministro nella Provincia dalmata di San Girolamo, mentre fra Luciano BERTAZZO ha approfondito il periodo in cui fu provinciale a Padova. Fra Felice AUTIERI ha presentato una relazione su DE PETRIS come ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, primo generale della famiglia conventuale dopo la divisione del 1517 tra conventuali e osservanti.
Fra Ljudevit ha inoltre presentato, insieme a Elvis ORBANIĆ, uno studio su DE PETRIS come Vescovo di Cittanova (Novigrad), mentre Marijana DLAČIĆ lo ha illustrato come mecenate, promotore della costruzione di due importanti edifici all’inizio del XVI secolo a Cherso: il Palazzo Arsan (oggi sede del Museo di Cherso) e la cappella annessa alla chiesa francescana, dove fu poi sepolto. L’ultima relazione, tenuta da Vlasta ZAJEC, ha riguardato la lastra tombale di fra Antun Marcello DE PETRIS, un’opera artistica di particolare valore, caratterizzata dal motivo dei volumi librari che circondano la figura del defunto.
All’inizio del convegno i partecipanti sono stati salutati dal prefetto della Regione litoraneo-montana, Ivica LUKANOVIĆ, dalla presidente del Consiglio comunale, Marina MEDARIĆ, e dal Vicario generale dei Frati Conventuali, fra Igor SALMIČ, che ha letto un messaggio del Ministro generale dell’Ordine, fra Carlos A. TROVARELLI.
Il discorso introduttivo è stato pronunciato dal Ministro provinciale, fra Miljenko HONTIĆ, che ha accolto gli ospiti, in particolare i confratelli delle province italiana, slovena e croata, ringraziando gli organizzatori, fra Zlatko VLAHEK e fra Ljudevit MARAČIĆ, ideatore e anima del simposio.
«Ci ha riuniti una grande ricorrenza: i 500 anni dalla morte di fra Antun Marcello DE PETRIS. Ma non siamo qui solo per sfogliare documenti del passato. Siamo qui perché Antun DE PETRIS non è stato soltanto figlio di quest’isola, ma una luce di intelletto e di spirito che ha illuminato il mondo cristiano del suo tempo. Fu uomo di dialogo tra fede e ragione, filosofo e teologo di alto livello, ma prima di tutto un umile frate minore conventuale. La sua importanza supera i confini della nostra Cherso», ha affermato fra Miljenko HONTIĆ.

Fedele alla vocazione
All’inizio e alla fine del programma i frati hanno eseguito canti in latino, mentre il discorso conclusivo è stato tenuto dal guardiano del convento di Cherso, fra Josip PETONJIĆ, che ha ringraziato tutti i presenti per aver reso questo convegno un autentico incontro di scienza, spiritualità e comunione.
Al termine dei lavori, nella chiesa di San Francesco è stata celebrata la Santa Messa, presieduta dal Vescovo di Krk, Mons. Ivica PETANJAK OFMCap, e concelebrata da una ventina di sacerdoti. Nell’omelia ha presentato fra Antun Marcello DE PETRIS come riformatore in tempi complessi per la Chiesa cattolica: mentre alcuni riformatori, come Martin LUTERO, lasciarono la Chiesa, altri la rinnovarono dall’interno.
Ha ricordato che nel 1517 ebbe inizio la Riforma protestante, mentre nello stesso anno l’Ordine francescano fu formalmente diviso tra conventuali e osservanti.
«A lui, come Ministro generale, spettò il difficile compito di calmare le tensioni nell’Ordine, evitare nuove divisioni, accogliere le decisioni della Santa Sede e invitare i frati a mettere da parte ogni desiderio di odio e vendetta, tornando al carisma originario, allo spirito evangelico e alle radici francescane. Ciò richiese grande pazienza e un cammino fatto di piccoli passi, perseveranti e fedeli. E soprattutto richiese di rimanere fedeli alla propria vocazione e all’obbedienza nella Chiesa anche nei momenti difficili. Non si può rinnovare una famiglia se la si abbandona, ma solo rimanendo in essa. Tutto ha un costo, ma anche la sua ricompensa», ha concluso il Vescovo PETANJAK.

Fra Zlatko VLAHEK, segretario provinciale