Il 1° settembre 2026, Papa Leone XIV ha presieduto la Santa Messa per la cura del Creato nel Giardino della Madonnina, presso il Borgo Laudato Si’, all’interno dei Giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. La celebrazione ha segnato l’undicesima Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato e si è svolta mentre il Tempo del Creato volgeva al termine, nell’anno dell’ottavo Centenario del Transito di San Francesco.

Alle 18.30, ora di Roma, Papa Leone ha presieduto l’Eucaristia, diventando il primo Papa a presiedere personalmente una Messa nella Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato. Ha utilizzato il formulario della Messa da Lui approvato l’anno precedente. Il calendario ufficiale della Santa Sede conferma che la celebrazione si è svolta presso il Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo.

Il messaggio ascoltato con orecchie francescane.
Il messaggio di Papa Leone per la Giornata, firmato nella solennità dell’Assunzione, prende il titolo dalle parole del profeta Isaia: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci». La guerra, scrive, lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni, mentre i conflitti armati e il degrado ambientale si alimentano a vicenda in un circolo vizioso: gli ecosistemi vengono distrutti, l’aria e l’acqua contaminate, la sicurezza alimentare compromessa, la povertà e le disuguaglianze aggravate, creando così terreno fertile per nuovi conflitti.

Poi collega il grido della terra e il grido dei poveri alla guerra:

«Le ferite della guerra e il degrado della terra, perciò, sono profondamente legati alla condizione del cuore umano.»[1]

Cita Benedetto XVI, secondo il quale i deserti esteriori nel mondo si stanno moltiplicando perché i deserti interiori sono diventati così vasti. Papa Leone conclude poi la sua riflessione accompagnandoci dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione, dalla violenza alla pace.
Papa Leone ha posto la pace e il Creato nella stessa frase e non permette che vengano separati. Lo stesso paradigma lo vediamo nella nostra vita di francescani, plasmata dal Cantico di Francesco, dove la strofa dedicata a coloro che perdonano si colloca tra le creature e Sorella Morte. Francesco non ha scritto una poesia sull’ecologia per aggiungervi poi una strofa sulla pace. Ha scritto un unico canto, che portiamo nel cuore mentre celebriamo l’ottavo centenario del suo Transito.

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Che la grazia della Giornata per la cura del Creato sia con voi.

Fra Michael LASKY
Delegato generale per la Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato


[1] https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/creation/documents/20260815-messaggio-giornata-curacreato.html