Il 12 dicembre 2025 si è tenuto un interessante incontro interreligioso ad Assisi. Un gruppo di musulmani sciiti provenienti dall’Iran (Seminario Islamico di Qom), Stati Uniti, Canada e Oman è giunto in Italia per un progetto di dialogo interreligioso, organizzato con il Movimento dei Focolari (Istituto Universitario “Sophia” a Loppiano, comunità del focolare di Assisi e il Centro internazionale per il dialogo interreligioso del Movimento) e finalizzato ad approfondire la loro comprensione del cristianesimo. Si sono recati ad Assisi per conoscere la spiritualità di San Francesco e di Santa Chiara.
Ad Assisi sono stati ospiti della Fraternità monastica “San Masseo”, uno dei monasteri della Fraternità monastica ecumenica di Bose (Biella), fondata nel 1965 da Enzo Bianchi. Sono stati accolti in diversi luoghi: nel Sacro Convento (fra Sławomir KLEIN OFMConv), a Santa Maria degli Angeli nella Porziuncola (fra Emanuele GELMI OFM), al Protomonastero di Santa Chiara (suor Marie CELINE) e al Santuario della Spogliazione (fra Marco GABALLO OFMCap).
La prima parte della visita al Sacro Convento ha avuto luogo nella Sala della Pace, dove ho tenuto una conferenza dal titolo: “Francesco – la trasformazione della sua vita”. Vorrei subito rassicurare tutti i confratelli, esperti nel campo della spiritualità francescana, che il termine “trasformazione” utilizzato nel titolo è stato da me scelto consapevolmente. Ricordo che l’intervento ha avuto carattere di una presentazione in un contesto interreligioso e in una situazione del genere è necessario scegliere il vocabolario in modo appropriato. Naturalmente, durante la conferenza ho usato più volte la parola “conversione”, spiegandone il significato nella teologia e nella spiritualità cattolica.
Durante la seconda parte dell’incontro ci siamo recati alla tomba di San Francesco nella Basilica Inferiore. Con mia grande gioia, gli ospiti hanno mostrato grande rispetto per il luogo di riposo del nostro Santo. Erano molto interessati alla forma di devozione e di culto da parte dei cristiani in questo luogo. In tutta la serie dei miei esempi, ce n’è stato anche uno “molto italiano”, ovvero quello di toccare, anzi “accarezzare” la roccia che racchiude il sarcofago. A un certo punto ho notato che anche le donne (musulmane!) toccavano e “accarezzavano” la roccia intorno al sarcofago. Sottolineo: le donne, non gli uomini! Ed è proprio questo che accomuna noi uomini maschi di tutte le denominazioni religiose e confessionali: questo “pragmatismo e realismo religioso”!
Alla fine è successo qualcosa di imprevisto e inaspettato. Quando ci trovavamo davanti alla cappella di Santa Caterina e stavamo per andarcene, i nostri ospiti mi hanno chiesto preghiera. L’ho interpretato come una richiesta di barakah, quindi li ho invitati a radunarsi davanti a me e ho pronunciato le parole di benedizione nel nome di Dio Onnipotente Creatore. Una vista insolita, soprattutto per i pellegrini e i turisti di passaggio: un francescano che benedice i musulmani.
C’è stato un caloroso saluto di congedo, con una stretta di mano maschile; sottolineo “maschile”, perché questa volta le donne erano “più pragmatiche”. Ma questa è una consuetudine dell’Islam e bisogna rispettarla! E non molto tempo fa, i musulmani non avevano l’abitudine di stringere la mano ai non musulmani, ma ultimamente le cose stanno cambiando molto.
Dopo tutta questa esperienza ad Assisi, Marina ZOLA dei Focolari mi ha inviato il parere del gruppo. Vorrei citare solo due frasi: “Hanno apprezzato molto questa immersione nella spiritualità francescana, i momenti di condivisione e scambio. Nella consapevolezza delle differenze, hanno valorizzato quanto ci accomuna come persone di fede e preghiera”.
Comunque sia: un piccolo episodio, una profonda esperienza! E un invito per noi a dare buona testimonianza: benedite tutti coloro che vi chiedono preghiera e benedizione!
Fra Sławomir KLEIN, delegato generale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (EDI)










