Ci sono momenti nella vita religiosa in cui è importante fermarsi, lasciare per qualche giorno gli impegni quotidiani e ritrovarsi insieme, non soltanto per approfondire temi di formazione, ma soprattutto per riscoprire la bellezza di essere fratelli.
È con questo spirito che, dal 6 al 9 ottobre 2026, ci siamo ritrovati a Napoli per il nostro incontro formativo, organizzato dalla Federazione Intermediterranea Ministri Provinciali (FIMP). Ospitati presso la Casa per ferie Regina Coeli, abbiamo svolto le nostre attività formative nel suggestivo Convento di San Lorenzo Maggiore.
Eravamo 18 fratelli religiosi, provenienti da diverse Province e Custodie dell’Ordine: quattro dalla Provincia Italiana di San Giuseppe da Copertino [Abruzzo-Molise-Puglia], quattro dalla Provincia del Serafico Padre San Francesco in Italia [Napoli], due dalla Provincia Italiana di Sant’Antonio di Padova [Italia Nord], due dalla Provincia Italiana dell’Immacolata Concezione [Calabria e Sicilia], due dalla Provincia di San Giuseppe Sposo della B.V.M. in Romania, tre dalla Custodia generale del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi in Italia e uno dalla Custodia provinciale di Oriente e Terra Santa.
Diciotto storie, diciotto cammini vocazionali, esperienze diverse, ma un’unica chiamata: seguire Cristo sulle orme di San Francesco d’Assisi. Incontrarsi è sempre un dono. Lo è ancora di più quando, al di là dei ruoli e degli incarichi, ci si riconosce semplicemente fratelli, con il desiderio di ascoltarsi, confrontarsi e camminare insieme.
L’iniziativa promossa dalla FIMP si è inserita proprio in questa prospettiva: offrire ai fratelli religiosi un’occasione per approfondire la propria identità vocazionale, alimentare la vita spirituale e rafforzare i legami di fraternità, nella consapevolezza che la formazione non consiste soltanto nell’acquisire nuovi contenuti, ma è un cammino continuo di crescita umana, spirituale e comunitaria.
La mattina del 7 ottobre, dopo la celebrazione comunitaria delle Lodi, abbiamo iniziato il nostro percorso formativo con fra Nicola SALATO, OFMCap, che ci ha accompagnati nella riflessione sul tema Il Testamento di Siena: eredità spirituale di Francesco. Rileggere le parole di Francesco significa tornare alle sorgenti della nostra vocazione. Significa domandarci che cosa rimanga oggi di quel fuoco che ha acceso il cuore del Poverello e che, dopo otto secoli, continua a raggiungere anche noi.
La mattinata è proseguita con la visita al Monastero di San Gregorio Armeno, dove le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia custodiscono il corpo e l’ampolla del sangue di Santa Patrizia. La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica nella Chiesa del Gesù Vecchio, conosciuta anche come Chiesa dell’Immacolata di don Placido.
La mattina dell’8 ottobre abbiamo proseguito il nostro cammino con don Luca BASSO, sacerdote appartenente all’Ordine Francescano Secolare (OFS), che ci ha offerto una riflessione dal titolo San Francesco e il mondo fra rinuncia, denuncia e annuncio. Un tema che ci ha portati a guardare Francesco non come una figura lontana, da ammirare soltanto nei libri o nelle immaginette, ma come un uomo capace di lasciarsi provocare dalla realtà del suo tempo e di rispondervi con la radicalità del Vangelo.
La mattinata è continuata con la visita alla Cattedrale di Napoli, dove è custodita l’ampolla contenente il sangue di San Gennaro.
Nel pomeriggio ci siamo recati a Pompei, dove abbiamo visitato il Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario e celebrato l’Eucaristia. È stato un momento particolarmente significativo, perché ci ha permesso di sostare in preghiera, affidando a Maria le nostre comunità, le persone incontrate, le fatiche personali e il cammino dell’intero Ordine.
La mattina del 9 ottobre, dopo la celebrazione della Messa con le Lodi, ci siamo ritrovati per la verifica comunitaria dell’incontro. Un momento importante per rileggere insieme quanto vissuto, programmare, condividere impressioni e riconoscere ciò che queste giornate hanno lasciato nel cuore di ciascuno di noi.
Ripensando a questi giorni, ciò che rimane non è soltanto il ricordo degli incontri formativi o dei luoghi che abbiamo visitato. Rimane soprattutto la consapevolezza che la fraternità è un dono prezioso, ma anche una responsabilità.
Questi giorni non hanno concluso il nostro cammino formativo, lo hanno piuttosto rilanciato, invitandoci a tornare nelle nostre realtà con uno sguardo rinnovato e con il desiderio di custodire quanto abbiamo condiviso.
Napoli ci ha regalato quattro giorni per fermarci, ascoltare, pregare e riscoprirci fratelli. Ora la sfida è portare tutto questo nella vita di ogni giorno, ricordando che la fraternità non si misura soltanto dalla bellezza degli incontri, ma dalla capacità di continuare a volersi bene quando si torna alla quotidianità.
Fra Andrea Antonio D’ALESSANDRO








