L’ottavo Centenario della morte di San Francesco, oltre ad offrire innumerevoli opportunità di rinnovamento spirituale, è anche un forte invito rivolto all’intera famiglia Francescana a rendere sempre più visibile e palpabile il carisma francescano nella società di oggi, cioè a non tardare a “fare la nostra parte”.
L’Arcivescovo di Smirne, S.E. Mons. Martin KMETEC, non ha lasciato sfuggire una tale occasione. Dopo più di due anni di lavoro, dialogo e pianificazione, è riuscito a concretizzare un incontro per far risorgere l’Ordine Francescano Secolare (OFS) nella sua diocesi e, implicitamente, in Turchia. La riunione si è tenuta mercoledì 4 marzo 2026 presso il vescovado di Izmir ed è iniziata alle ore 10.00 con l’Ora media. Nel suo saluto inaugurale, rivolto agli ospiti e a tutti i partecipanti, egli ha sottolineato che, nonostante la vita della Chiesa cattolica di rito romano in Turchia sia dovuta in gran parte ai francescani, si è fatto poco per coinvolgere i laici nel nostro carisma. Viviamo la sinodalità, che è comunione, partecipazione e missione, e dobbiamo proporre in modo semplice Cristo come via da seguire.
Successivamente la parola è stata data a Noemi Paula RICARDI, consigliera della Presidenza dell’OFS (CIOFS), che ha parlato di come far nascere l’OFS in un paese. Gli assistenti spirituali generali, fra Ștefan ACATRINEI OFMConv e fra Pedro ZITHA OFM, hanno invece messo in evidenza il ruolo dell’assistente spirituale dell’OFS. Dopo questi interventi si è instaurato un clima di dialogo e di condivisione, con domande e risposte, che ha facilitato sia la comprensione della realtà vissuta nella rispettiva Chiesa locale sia la consapevolezza della necessità di iniziare a fare qualcosa di concreto in questo anno giubilare per far risorgere l’OFS, presente in Turchia fino agli anni ’60. Infatti, l’ultima professione registrata nella fraternità della Parrocchia San Antonio di Padova, a Istanbul, risale al 19 novembre 1954.
È vero che la Chiesa locale della Turchia è umile, povera e con “un cuore semplice”, ma questi sono tutti valori francescani. Il fatto che Dio si compiaccia spesso di costruire e di porre le fondamenta di un “edificio” sulle macerie, e non su un terreno già ben sistemato, è ormai ben noto. I Suoi più bei “capolavori” sono stati eretti proprio sulle macerie. Paolo, finché non si è trovato con il naso nella polvere della strada verso Damasco, non ha rinunciato alle sue ambizioni; grazie a esperienze simili è arrivato alla conclusione: “Quando sono debole, è allora che sono forte” (2Cor 12,10). Lo stesso capitò a Francesco, il figlio di Pietro Bernardone. Ormai fallito nei suoi ideali e nelle sue ambizioni umane, Dio gli consegnò il mandato: “Va’, ripara la mia casa…” (2Cel 10: FF 593). Dell’OFS di Turchia di un tempo sono rimaste oggi poco più che “rovine”, ma, nonostante tutto, le sue orme sono ancora visibili. L’OFS può certamente risorgere se i frati prendono sul serio le ultime parole di San Francesco: “Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni!” (LM XIV 3: FF 1239).
L’incontro, al quale hanno partecipato 10 frati del Primo Ordine Francescano, di cui 7 da Izmir e 3 da Istanbul, si è concluso alle ore 12.30 con la decisione che l’Arcivescovo di Smirne, S.E. Mons. Martin KMETEC, chieda, tramite una lettera, ai tre superiori maggiori francescani di quella giurisdizione di nominare alcuni frati che portino avanti l’incarico di promuovere l’OFS in Turchia, perché “Francesco è vivo” e può offrire un aiuto significativo alla Chiesa e alla società turca.
L’iniziativa dell’Arcivescovo di Smirne è stata molto apprezzata e l’incontro è stato vissuto con grande soddisfazione da tutti i partecipanti.
Fra Ștefan ACATRINEI










