Domenica 22 marzo 2026, durante la solenne liturgia eucaristica celebrata nella Basilica superiore di Assisi, la lampada dello “Spirito di Assisi” è stata consegnata al Cardinale George Jacob KOOVAKAD, prefetto del Dicastero per il dialogo interreligioso.
Da qualche tempo, nell’ambito del Centro francescano internazionale per il dialogo (CEFID), ho stabilito un contatto con la segreteria del Dicastero. Ad esempio, l’incontro degli studenti buddisti coreani ad Assisi si è tenuto proprio su richiesta del Dicastero. Non posso però partecipare a tutti i progetti e per questo mi concentro solo su quelli di carattere francescano.
È interessante, però, l’inizio di questa collaborazione. Ho incontrato il Cardinale KOOVAKAD ad Assisi, quando non era ancora né vescovo né cardinale. Per alcuni giorni nel 2024 ha vissuto nel Sacro Convento la sua preparazione spirituale alla consacrazione episcopale e alla creazione cardinalizia. A quel tempo non sapeva ancora che sarebbe diventato prefetto del Dicastero per il dialogo interreligioso.
Ed è proprio questo che ci “unisce”. Neanch’io allora sapevo che sarei diventato delegato generale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Ma è proprio così che inizia il dialogo: con un incontro! Il dialogo presuppone una conversazione e la necessità di ascoltare l’altro. L’incontro è l’unico modo giusto per conoscere una persona.
Martin BUBER ha scritto che «ogni vita vera è un incontro». Sottolineava che anche l’incontro tra uomo e uomo non si può pianificare e provocare, poiché è legato alla libertà e alla grazia, e inoltre si riferisce all’incontro con Dio. È Dio stesso a dare inizio al dialogo. L’incontro con Dio costituisce il fine supremo della vita.
Il dialogo interreligioso significa innanzitutto ascoltare e voler comprendere, rivolgersi agli altri, all’altro uomo, con un atteggiamento benevolo. Questo può garantirci la pace mondiale. Lo “spirito di Assisi”, inteso in questo modo, può essere sintetizzato in tre punti: il valore inestimabile della pace e la responsabilità delle religioni del mondo per il suo raggiungimento; la consapevolezza dell’importanza della preghiera nell’ottenere il dono della pace; la necessità di conoscere e rispettare le altre persone, indipendentemente dalla loro fede.
Cerchiamo il dialogo con i rappresentanti delle altre religioni perché, più di ogni altra cosa, siamo spinti dall’amore per gli altri, come ci ha mostrato San Francesco. Questo è proprio l’obiettivo dello Spirito di Assisi francescano ed è proprio ciò che simboleggia questa lampada, la “luce di Assisi”.
Fra Sławomir KLEIN
Delegato generale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (EDI)








