Intelligenza artificiale, interviste difficili, social media, fotografia, rapporti con i giornalisti e comunicazione di crisi: sono questi i temi al centro di un corso di formazione rivolto agli operatori della comunicazione sociale della Chiesa. L’incontro, della durata di tre giorni, si è svolto dall’8 al 10 settembre 2026 a Varsavia e ha riunito quasi 70 partecipanti da tutta la Polonia.

L’edizione di quest’anno si è concentrata soprattutto sulle sfide che i rapidi cambiamenti nel mondo dei media pongono alla comunicazione istituzionale. Tra i temi principali, l’intelligenza artificiale, sempre più presente nel lavoro quotidiano di giornalisti, portavoce e addetti stampa.
La prima conferenza è stata tenuta dalla giornalista Arleta BOJKE, Caporedattrice di Zero TV, che ha parlato di interviste e argomenti difficili, sottolineando l’importanza dei fatti nel dialogo con i giornalisti. L’intervento ha affrontato le situazioni in cui un portavoce deve confrontarsi con domande impegnative, tempi ristretti e la necessità di presentare con precisione la posizione dell’istituzione che rappresenta.
In serata, il giornalista Michał SZUŁDRZYŃSKI, Vicedirettore di «Rzeczpospolita» e Responsabile dello sviluppo dei contenuti premium, ha illustrato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei media.
L’IA è stata anche uno dei temi principali della giornata successiva. Aleksandra STANKIEWICZ ha condotto un laboratorio sul Mobile Content Creation, ovvero la creazione di fotografie e brevi video destinati ai social media con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale.
Don Maciej MAKUŁA, da Roma, ha invece parlato dell’utilizzo dell’IA negli uffici stampa, presentando gli strumenti disponibili, i possibili modelli di organizzazione del lavoro e le questioni etiche legate all’uso dell’intelligenza artificiale.
Della gestione dei siti internet e dei rapporti quotidiani con i giornalisti ha parlato Arkadiusz GROCHOT, Responsabile editoriale di Wiadomości Wirtualna Polska, che ha sottolineato l’importanza di una collaborazione efficace tra le redazioni e i responsabili della comunicazione istituzionale.
Di carattere pratico è stato anche il laboratorio condotto da Jakub SZYMCZUK, già fotografo del Presidente della Repubblica di Polonia, dedicato alla fotografia in condizioni difficili. I partecipanti hanno appreso come realizzare buoni materiali fotografici anche quando le condizioni di lavoro non sono ideali.
L’ultima giornata di formazione è stata dedicata soprattutto alla comunicazione di crisi. Don Piotr STUDNICKI, Portavoce dell’Arcidiocesi di Cracovia, ha parlato di come agire e comunicare una volta conclusa una situazione di crisi.
Il corso si è concluso con l’intervento di Bartosz BARTYZEL, Portavoce e Responsabile dell’Ufficio Stampa del Museo di Auschwitz, che ha condiviso la propria esperienza nella gestione dell’Ufficio Stampa e delle situazioni di crisi.
L’incontro di tre giorni non è stato solo un’occasione per conoscere nuovi strumenti e tecniche di lavoro, ma anche uno spazio di confronto e di scambio di esperienze tra persone che quotidianamente si occupano della presenza della Chiesa nel mondo dei media.
Il corso è stato organizzato da Monika PRZYBYSZ, dell’Istituto di Educazione Mediatica e Giornalismo dell’Università Cardinale Stefan Wyszyński; da Katarzyna FERENS, manager; da don Józef KLOCH, della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Pontificia Giovanni Paolo II; e da fra Jan Maria SZEWEK OFMConv, specialista in pubbliche relazioni e pubblicità.

Fra Jan Maria SZEWEK