Sì me trae tutto, tanto è bello!
La ricerca di Cristo in Francesco negli affreschi della Basilica inferiore di Assisi

Che bellezza può comunicarci un uomo che si spoglia di ogni bene e che finisce i suoi giorni con il corpo martoriato dalle piaghe? È solo il fascino del pauperismo o c’è qualcosa di più profondo che, oggi come ottocento anni fa, continua a interrogarci? La mostra “Sì me trae tutto, tanto è bello!” è un’indagine visiva e spirituale che parte da una domanda: chi era davvero Francesco d’Assisi?

La mostra, curata da Elena ALBERIO e Marco BRAGHIN, nasce dalla collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’Archivio fotografico della Biblioteca del Sacro Convento di S. Francesco in Assisi e il Festival Francescano. Allestita a Bologna, nella Cappella Muzzarelli del complesso monumentale di S. Francesco, sarà visitabile dal 29 marzo 2026 al 10 gennaio 2027, con apertura quotidiana dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00. L’inaugurazione è prevista per sabato 28 marzo 2026, alle ore 18.00, presso la Biblioteca San Francesco, al termine della quale seguirà una visita guidata alla mostra.
L’iniziativa si inserisce nel contesto della celebrazione dell’Ottavo centenario del Transito di San Francesco e del tempo di grazia ad esso legato. Con decorrenza dal 10 gennaio 2026, infatti, il Santo Padre ha convocato un Anno speciale di San Francesco, accompagnato dal dono dell’indulgenza, affinché ogni fedele cristiano, seguendo l’esempio del Santo di Assisi, possa diventare modello di santità di vita e testimone costante di pace.
Entrare nel cuore della Basilica inferiore, tra le arcate che custodiscono le pitture del misterioso Maestro di San Francesco, significa mettersi sulle tracce di un artista che tra i primi ha cercato di dare un’immagine al santo di Assisi. Colui che aveva suscitato in molti sentimenti contrastanti di fascino e clamore, fu dapprima investito da un’attrattiva indicibile verso un solo altro Volto: quello di Cristo.
Attraverso ricostruzioni e riproduzioni, la mostra rivela un gioco di corrispondenze figurative rivoluzionario: da un lato la vita di Gesù, dall’altro quella di Francesco. Perché questa scelta? È possibile che un uomo diventi così simile all’Amato da rassomigliargli? Francesco non è presentato come un eroe, ma come una persona che trova la sua identità nelle relazioni: con la Chiesa, con i fratelli e con la realtà creata.
In un mondo che insegue la perfezione dell’immagine, l’anonimo Maestro propone una santità “umanamente sostenibile”: è la nudità di chi non ha più nulla da difendere e, proprio per questo, diventa capace di parlare a un’umanità ferita, disorientata e in cerca di senso. Non solo: l’ignoto artista suggerisce una bellezza non estetica. La sua arte è “bellezza del vero”, che la mostra rilegge alla luce delle fonti scritte e rivaluta nell’ambito della tradizione pittorica italiana delle origini.
Siete pronti a lasciarvi attrarre? Venite a scoprire come l’arte del Duecento ha saputo tradurre il dirompente avvenimento cristiano e francescano in una testimonianza figurativa viva e coinvolgente. Perché, alla fine, la domanda resta la nostra: cosa stiamo cercando veramente?
La mostra, promossa nell’ambito delle iniziative culturali di Officina San Francesco Bologna e della Biblioteca San Francesco, si inserisce così in un tempo particolarmente significativo per il cammino francescano, offrendo un’occasione privilegiata di incontro tra arte, fede e vita.

Ingresso libero

Per informazioni:

📧sanfrancescobologna.biblioteca@gmail.com

🌐officinasanfrancescobologna.blogspot.com

Officina San Francesco Bologna