Il 25 luglio 2026 sono arrivato a Quito, in Ecuador. È la prima tappa della mia visita in Sud America, durante la quale desidero portare la Luce di Assisi, la lampada che ne è il simbolo, in alcuni luoghi in cui operano i nostri confratelli, nell’ambito del progetto Spirito di Assisi. Le modalità degli incontri varieranno a seconda del luogo e delle caratteristiche dell’attività pastorale.
In generale, la Chiesa cattolica in America Latina si trova ad affrontare il problema della presenza di numerosi gruppi di matrice evangelicale e pentecostale che, in molti casi, non possono essere considerati comunità ecclesiali, ma semplicemente sette. A seconda del Paese e dell’intensità della loro attività, molti fedeli finiscono per abbandonare la Chiesa cattolica o addirittura attraversano una grave crisi di fede. Per questo motivo, è particolarmente importante una formazione ecumenica adeguata.
Il mio primo intervento ha avuto luogo a Shushufindi, in Ecuador, dove si trova la nostra presenza più a est del Paese, in un territorio che rientra già nella Regione Amazzonica. Proprio questa regione, abitata da diverse popolazioni indigene, è un luogo in cui operano numerose sette. Per questo motivo, la mia missione si è concentrata principalmente sulla formazione ecumenica.
Durante tutte le Messe domenicali ho tenuto un’omelia sul tema dello Spirito di Assisi, prendendo spunto dalle parole di Gesù: «Io sono la luce del mondo… voi siete la luce del mondo…», e ho consegnato ai confratelli e alla comunità parrocchiale la Luce di Assisi. Nella stessa giornata si è svolta anche una presentazione per i ministranti e i giovani sul tema dello Spirito di Assisi, incentrata soprattutto sull’identità cristiana e cattolica, in particolare di fronte alla presenza di diversi gruppi che si definiscono cristiani, ma che in realtà operano come sette. Naturalmente, la presentazione ha avuto un carattere molto informale: numerose fotografie e brevi video hanno suscitato grande interesse tra i giovani.
Desidero ringraziare in modo particolare i confratelli di Shushufindi per l’accoglienza e per l’aiuto nell’organizzazione delle celebrazioni liturgiche e degli incontri. La comunità è composta da: fra Eugeniusz WETTA (guardiano), fra Vicente Carlomán TANDAZO GALLEGOS, fra Marek NIEMKIEWICZ e fra Franklin David SAMANIEGO GONZÁLES.
La tappa successiva della mia missione in Ecuador è stata Quito, la capitale del Paese. Qui si trova la casa di formazione e i frati prestano servizio anche in una parrocchia. La comunità è composta da: fra Michał SABATOWSKI (guardiano), fra Zbigniew BRAUN e fra Krzysztof KURKIEWICZ. Con il nuovo anno accademico, nella casa di formazione ci saranno otto formandi.
Come a Shushufindi, durante tutte le Messe domenicali ho tenuto un’omelia sul tema dello Spirito di Assisi, ancora una volta a partire dalle parole di Gesù: «Io sono la luce del mondo… voi siete la luce del mondo…», e ho consegnato ai confratelli la Luce di Assisi. Anche a Quito si è svolta una presentazione per i ministranti, i giovani e i parrocchiani interessati. Ai formandi ho invece proposto un materiale più specifico, dedicato alla consapevolezza ecumenica e alle sfide del dialogo contemporaneo.
Mi ha dato particolare gioia l’alta partecipazione alle celebrazioni e agli incontri, nonostante la mia visita sia coincisa con il periodo delle vacanze. È un segno che in questo Paese esiste un grande interesse per le tematiche religiose e, in questo caso specifico, per la formazione ecumenica.
La presenza delle sette costituisce una seria minaccia. La presenza di numerosi elementi di carattere sciamanico nella liturgia costituisce una reale sfida per l’attività pastorale. Inoltre, i numerosi casi di presunta possessione rendono ancora più difficile il lavoro dei confratelli e rappresentano anch’essi uno dei fattori che contribuiscono alla scarsità delle vocazioni sacerdotali e religiose.
Penso che le parole di San Paolo possano dare ai confratelli in Ecuador forza e perseveranza nella loro missione: «Dove però è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia».
Fra Sławomir KLEIN, Delegato generale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso (EDI)








