Sabato 16 maggio 2026, nel santuario di Sant’Antonio di Padova e del Beato Rafał Chyliński a Łódź-Łagiewniki, in Polonia, si sono svolte le principali celebrazioni giubilari in commemorazione del 300° anniversario della consacrazione del tempio. La solenne Eucaristia è stata presieduta dal Cardinale Konrad KRAJEWSKI, arcivescovo metropolita di Łódź, che ha anche pronunciato l’omelia. All’evento hanno partecipato numerosi sacerdoti, suore e fedeli, desiderosi di rendere insieme grazie per i tre secoli di presenza dei francescani conventuali.

La spiritualità concretizzata e il monumento più antico di Łódź
All’inizio della Santa Messa, il parroco della parrocchia locale e guardiano del convento, fra Marek SYKUŁA, ha rivolto ai presenti alcune parole di benvenuto. Egli ha sottolineato che la liturgia odierna introduce i fedeli al mistero dell’Ascensione del Signore, ricordando loro la nostra patria definitiva in cielo. Come ha evidenziato, l’arte sacra e l’architettura sono la spiritualità umana concretizzata, e le alte torri delle chiese indirizzano costantemente i pensieri verso ciò che è più importante.
In questo contesto ha osservato che, sebbene rispetto ai monumenti romani trecento anni possano sembrare un modesto giubileo, per Łódź stessa si tratta di un periodo straordinariamente lungo. Nella realtà di una città che deve il suo rapido sviluppo solo alla rivoluzione industriale del XIX secolo, la chiesa di Łagiewniki rimane un monumento storico di eccezionale valore. Inoltre, è l’edificio più antico di questo tipo all’interno degli attuali confini amministrativi della metropoli e una testimonianza vivente della continuità con i tempi della Prima Repubblica Polacca. In questa occasione, i partecipanti alla liturgia hanno pregato per i costruttori, i fondatori e le moltitudini di fedeli e pellegrini che nel corso dei secoli hanno visitato questo luogo. Un pensiero è andato anche a coloro i cui resti mortali riposano presso le mura della chiesa.

Tre secoli di storia e di testimonianza incrollabile
Esattamente trecento anni fa, il 16 maggio 1726, l’allora primate di Polonia, nunzio papale e primo senatore della Repubblica dei Due Popoli, Teodor POTOCKI, aveva celebrato la solenne consacrazione della chiesa di Łagiewniki, dedicandola al culto di Dio. Ungendo le pareti e l’altare, affidò il tempio alla protezione di Sant’Antonio di Padova.
Come ha osservato nella sua omelia il metropolita di Łódź, il Santo di Padova viene invocato in questo luogo non solo come patrono delle cose perdute, ma soprattutto come intercessore delle persone smarrite spiritualmente, che egli deve ricondurre a Dio. Il cardinale ha richiamato in particolare l’attenzione sui difficili anni del comunismo. In quel periodo gli abitanti della città si recavano segretamente nella chiesa francescana dei Conventuali per battezzare i figli e contrarre matrimonio a porte chiuse. Spesso rischiavano così di perdere il lavoro e di subire repressioni da parte delle autorità dell’epoca.

Dalle mura di pietra al tabernacolo vivente
Il predicatore ha posto l’accento sull’architettura simbolica del santuario di Łagiewniki. Vi entriamo dal lato dell’oscuro occidente – portando con noi le nostre debolezze e il nostro smarrimento – per pregare con lo sguardo rivolto verso l’oriente, che simboleggia il sole nascente, ovvero Cristo stesso. Sebbene la chiesa materiale sia indispensabile per poter accedere ai sacramenti e nutrirci del Corpo del Signore nel cammino verso l’eternità, alla fine siamo noi stessi a diventare il tempio vivente di Dio. Il cardinale ha sottolineato chiaramente che, dopo aver ricevuto la Comunione, il credente diventa portatore di Dio – un tabernacolo vivente, con il quale Gesù desidera uscire oltre le mura della chiesa. Il compito dei cristiani è quello di portare questa presenza di Dio ovunque si svolga la loro vita quotidiana: nelle case, nei luoghi di lavoro e nelle periferie umane contemporanee.

Confessione personale
Nel suo discorso di benvenuto, il parroco ha menzionato che il cardinale KRAJEWSKI aveva già visitato il santuario in forma privata alcuni giorni prima. Il predicatore ha confermato il suo stretto legame con questo luogo, confessando che da ragazzo vi giungeva in inverno con gli sci di fondo dalla vicina Arturówek. Con grande devozione ha parlato anche del Beato Rafał Chyliński, un francescano le cui spoglie mortali riposano nel santuario di Łagiewniki. Il cardinale ha ammesso che durante gli anni del suo ministero a Roma gli ha affidato più volte decisioni difficili. Per via della straordinaria dedizione del frate verso i malati e i poveri, lo chiamava affettuosamente «il vescovo dei poveri». Alla fine ha confessato che, proprio come anni fa, anche oggi ama fuggire in bicicletta dal trambusto del centro di Łódź per raggiungere la chiesa più antica della città. Tra quelle mura intrise di preghiera “ricarica le batterie spirituali” per diventare nuovamente portatore di Dio. L’incontro giubilare è stato un’ottima occasione per trasmettere questa staffetta, materiale e spirituale, alla nuova generazione di abitanti di Łódź, ringraziando per i tre secoli di messaggio francescano di Pace e Bene che continua a fluire dalla collina di Łagiewniki.

Fra Maciej PIECZYNIA