Il 26 febbraio 2026, presso l’Auditorium del Seraphicum, si è tenuto il seminario di studio intitolato “La dimensione spirituale nella terapia: un dialogo tra psicologia e teologia”. L’evento, coordinato da don Alessandro OLIVIERI PENNESI, ha proposto un’indagine interdisciplinare sulle potenzialità della spiritualità nella cura della persona.
I lavori sono stati aperti da fra Raffaele DI MURO, Preside della Facoltà, che ha accolto i relatori e i partecipanti (presenti sia in sala che online), ringraziando il coordinatore per la preparazione di questa importante opportunità di crescita umana e scientifica. La moderatrice, suor Chiara CODAZZI, ha sottolineato come, in un’epoca di profonda crisi di senso, il dialogo tra diverse discipline sia necessario per elaborare processi di resilienza concreti e integrati.
Il prof. Tonino CANTELMI ha approfondito la prospettiva psichiatrica, spiegando come gli psicologi debbano comprendere la dimensione spirituale per evitare omissioni nella relazione con il paziente. Ha evidenziato il valore terapeutico del perdono, del contrasto alla solitudine e della compassione, ricordando che la spiritualità è oggi oggetto di numerosi studi scientifici in ambito psicologico.
Successivamente, il prof. Aureliano PACCIOLLA ha illustrato l’approccio della logoterapia. Richiamando l’esperienza di Viktor FRANKL, il professore ha spiegato come la consapevolezza del senso della vita, anche nel dolore, rinforzi la resistenza e il sistema immunitario. L’obiettivo della logoterapia è elevare la coscienza verso il Logos, inteso come valore della vita, promuovendo l’autotrascendenza e la dimensione pro-sociale.
Don Luigi Maria EPICOCO ha offerto una riflessione sulla necessità di superare l’eredità dell’Illuminismo, che ha separato le dimensioni di spirito, anima e corpo. Secondo lui, benessere e salvezza devono tornare a essere integrati: se il benessere riguarda la macchina, la salvezza riguarda il viaggio, e tale unità si compie pienamente nella persona di Cristo.
Infine, don Fabio ROSINI ha affrontato i fondamenti biblici della cura, mettendo in guardia dalle invasioni di campo tra psicologia e spiritualità. Ha introdotto il concetto di conversione come metanoeo (andare oltre la mente) e ha proposto un cambio epistemologico: passare dalla ricerca della causa alla ricerca della finalità. Il senso della cura non risiede nel capire perché si soffre, ma nel decidere verso dove stiamo andando e come usare la propria storia per il bene.
Al termine delle relazioni, prima dei saluti finali e della conclusione, è stata data la possibilità di approfondire la riflessione scientifica e teologica proposta dai relatori, attraverso domande e riflessioni proposte dai presenti al convegno, facendo emergere il legame fra corpo e spirito ed evidenziando il fatto che la psicologia (in senso ampio) ha il compito di accompagnare il paziente fino alle soglie dell’esperienza spirituale.
Fra Michele M. DE GREGORIO










