Nel Gennaio 2024, il Consiglio degli anziani di Rapa Nui (Te Mau Hatu) ha chiesto a Fra Francisco NAHOE, della Provincia di San Giuseppe da Copertino in USA e membro proprio di questa etnia, di assisterli nel recupero e nel rimpatrio dei resti ancestrali negli USA. Nel Luglio 2024, Fra Francisco e sua cugina Susana NAHOE, un’archeologa che è anche la fondatrice del Centro Rei Mata Puku per gli studi di Rapa Nui, hanno viaggiato attraverso il Midwest degli USA recuperando i resti dei loro antenati di Rapa Nui in tre università americane.

Rapa Nui, conosciuta anche come Isola di Pasqua, si trova 2.612 km a est di Mangareva, un’isola della Polinesia Francese, 4.261 km a sud-est di Tahiti – Polinesia Francese, e 6.000 km ad ovest del Sud America. L’isola è conosciuta soprattutto per i suoi numerosi siti archeologici e soprattutto per le sue numerosissime statue monumentali neolitiche chiamate “moai”.
Un tema ricorrente nella retorica euro-americana su Rapa Nui si concentra sull’idea di crollo. Il geografo sociale statunitense e autore di bestseller Jared DIAMOND ha presentato l’Isola di Pasqua come il perfetto esempio di ecocidio auto-inflitto. Tuttavia, nuovi studi altamente specializzati in archeologia, antropologia biologica, genetica umana, preistoria agricola e geologia costiera, dipingono un quadro completamente diverso. Le ricerche più recenti dimostrano che le principali cause del declino della civiltà Rapa Nui possono essere attribuite in modo inequivocabile al contatto europeo, che ha portato alla schiavitù e al colonialismo.
L’incontro con il mondo esterno iniziò la Domenica di Pasqua 1722, quando una flotta della Compagnia olandese delle Indie orientali, comandata da Jacob ROGGEVEEN, giunse sull’isola. Nel corso di pochi giorni di interazione con la popolazione indigena polinesiana, gli olandesi uccisero più di una dozzina di abitanti dell’isola. Le successive visite europee all’isola nel XVIII e XIX secolo portarono disordini sociali, malattie e morte.
Dal 1860 al 1862, peruviani e cileni effettuarono incursioni di schiavi sull’isola. Questo portò alla cattura di oltre 1.500 abitanti dell’isola di Rapa Nui, che furono portati via e costretti a lavorare nelle miniere di guano delle Isole Chincha, a 21 km al largo della costa sud-ovest del Perù. Il Vescovo missionario Mons. Étienne JAUSSEN Vicario Apostolico di Tahiti e il Re Kamehameha V delle Hawaii, esercitarono pressioni sul governo peruviano per il rimpatrio degli schiavi di Rapa Nui. Allo stesso modo, il governo francese di Napoleone III, che aveva appena installato la coppia imperiale Massimiliano e Carlotta per governare il Messico, minacciò di fare lo stesso in Perù. Tale pressione internazionale, tuttavia, non riuscì a salvare gli schiavi di Rapa Nui. Quasi tutti morirono in cattività, incluso l’ultimo Ariki (capo) capace di leggere il sistema di scrittura indigeno conosciuto come Roŋoroŋo (Rongorongo). Meno di quindici isolani di Rapa Nui furono infine riportati sull’isola. Inoltre, erano stati infettati dal vaiolo. Uno dei pochi sopravvissuti alle incursioni degli schiavi peruviani a tornare fu Pakomio MĀ’ORI, trisavolo di Fra Francisco e sua cugina.
Anche se i primi sforzi missionari iniziarono nel 1864, un giocatore d’azzardo francese ed ex ufficiale di marina, Jean-Baptiste DUTROU-BORNIER prese il controllo dell’isola nel 1870, scacciò i Padri dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, e governò dispoticamente fino alla sua morte nel 1876. Nel 1877, la popolazione dell’isola era scesa a 111 isolani. Tutti gli indigeni rapanui oggi in vita discendono da loro.
Rapa Nui fu annessa al Cile nel 1888. Il governo cileno affittò poi l’intera isola ad una serie di aziende private anglo-francesi, franco-cilene e scozzesi, che introdussero migliaia di pecore per la produzione di lana. Fu durante questo periodo di colonialismo privato che i visitatori di Rapa Nui cominciarono a prelevare dall’isola i resti umani degli antichi matamu’a (popolo ancestrale). Oggi questi resti si trovano nei musei di storia naturale e nei dipartimenti universitari di antropologia di Oxford, Londra, Glasgow, Parigi, Bruxelles, Vienna, Washington D.C. e New York, ecc.
Nel 1990, gli USA hanno promulgato la legge sulla protezione delle tombe dei nativi americani e il rimpatrio (NAGPRA). Questa legge protegge le tombe dei popoli indigeni nei territori USA e richiede il rimpatrio dei resti umani alle rispettive tribù indiane americane. Nel 2007, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene (UNDRIP) ha ulteriormente specificato che i popoli indigeni hanno diritto al recupero e al rimpatrio dei loro resti umani e degli oggetti funerari.
Per aggiornarsi sui nuovi regolamenti NAGPRA e sulle migliori pratiche, Fra Francisco e sua cugina hanno partecipato ad un seminario di formazione presso l’Università dell’Illinois a Champaign-Urbana dall’8 al 12 Luglio 2024. Il 13 Luglio, sono andati a Bloomington in Indiana, per recuperare sei crani rimossi dall’isola nel 1886 dall’ufficiale medico capo della USS Mohican.
Il 19 Luglio sono andati all’Università del Minnesota a Minneapolis. Lì hanno preso possesso di un cranio e di diverse ossa lunghe che erano state rimosse dall’isola dalla spedizione archeologica norvegese guidata da Thor HEYERDAHL e finanziata dal Principe reale Olav, figlio del Re Haakon di Norvegia. A differenza dei precedenti esploratori tuttavia, HEYERDAHL e i suoi ricercatori senior firmarono un accordo di rimpatrio che affermava la loro intenzione di studiare e restituire i resti umani trovati nel corso della spedizione del 1955. Probabilmente per errore, i materiali in Minnesota furono omessi dai rimpatri della metà degli anni ‘60 e sono rimasti lì fino ad oggi.
Infine, il 22 Luglio, i cugini NAHOE hanno recuperato un’altra serie di resti umani provenienti da Rapa Nui e situati presso l’Università del Kansas a Lawrence. Tra un recupero pianificato e l’altro, Fra Francisco e sua cugina Susana hanno lavorato all’inventario bio-antropologico di questi reperti presso i Conventi di Marytown (Provincia di San Bonaventura in USA) e Prior Lake (Provincia della B.V.M. Consolatrice degli Afflitti in USA. Lì, i frati li hanno ospitati ed hanno dato loro lo spazio del laboratorio per preparare i resti ancestrali per il trasporto a Rapa Nui nel 2025.
Fra Francisco ha identificato molti altri musei e università USA con resti ancestrali provenienti da Rapa Nui e si è impegnato ad aiutare negli sforzi di rimpatrio, finché tutti questi resti saranno stati recuperati e sepolti definitivamente sull’isola. Il progetto richiederà certamente anni.

Fra Joseph WOOD