Domenica 1 febbraio 2026, alle ore 17.00, nell’Aula Magna dell’Istituto Teologico Francescano di Roman, in Romania, si è svolta una serata culturale di grande rilievo, dedicata alla presentazione di due volumi fondamentali per la tradizione francescana e per la riflessione spirituale contemporanea.

È stato presentato Patericul franciscan (Racconti spirituali francescani). I fioretti di San Francesco, tradotto dall’italiano in romeno da fra Ștefan ACATRINEI OFMConv, con una prefazione firmata da Horia-Roman PATAPIEVICI, filosofo, saggista e scrittore di riconosciuta statura nazionale e internazionale. Contestualmente è stato illustrato il sesto volume della collana Izvoare Francescane, Pomul Vieții răstignite a lui Isus Cristos (Fonti Francescane: L’albero della vita crocifissa di Gesù Cristo – Arbor vitae crucifixae Jesu Christi), con prefazione di Adrian POPESCU.
All’incontro, moderato dal professor Ioan Alexandru TOFAN dell’Università «Alexandru Ioan Cuza» di Iași, hanno partecipato il Sindaco di Roman, Laurențiu-Dan LEOREANU, la Vicepresidente del Consiglio provinciale di Neamț, Mihaela-Elena ISCIUC, e numerosi cittadini della città e dei dintorni.
L’evento si inserisce nella serie di conferenze organizzate dall’Accademia «Pietro TOCĂNEL», intitolata Oltre gli schermi, scegli la comunione. La prima parte della serata è stata dedicata alla conferenza di Horia-Roman PATAPIEVICI, Europa – un dono del cristianesimo.
Partendo dalle celebri definizioni di Europa formulate da Paul VALÉRY (1871-1945) e da Nicolae IORGA (1871-1940), PATAPIEVICI ha mostrato come l’identità europea si fondi su tre pilastri: la romanizzazione, la fede cristiana e la disciplina intellettuale greca. Ha ricordato che, secondo Valéry, è europeo chi è stato romanizzato, ha abbracciato il cristianesimo e si è sottomesso volontariamente alla razionalità greca; e che, quindici anni dopo, IORGA, nel suo Bisanzio dopo Bisanzio, definiva l’eredità bizantina come sintesi di diritto romano, filosofia greca e teologia cristiana immersa nella cultura della bellezza.
Da queste prospettive emerge un’Europa sempre più interetnica, interculturale e interreligiosa, che tuttavia non può rinunciare alla propria eredità cristiana ed ecclesiale, nelle sue componenti cattolica e ortodossa, verso la quale i Pontefici romani hanno più volte sollecitato una fraterna unità tra le Chiese. Nel suo intervento, PATAPIEVICI ha richiamato anche l’importante contributo dei Francescani, in particolare di San Francesco d’Assisi e di San Bernardino da Siena.
Nella seconda parte della serata, fra Ștefan ACATRINEI ha presentato Patericul franciscan. I fioretti di San Francesco, sottolineando come in San Francesco d’Assisi si compia un movimento del cristianesimo occidentale che supera la sola dimensione religiosa e si apre alla cultura e alla vita sociale. Questo movimento, nato nel Duecento, raggiunge il suo apice con Francesco intorno al 1200 e continua a influenzare l’Europa fino alla metà del XIV secolo, quando emergono il Rinascimento e la Riforma.
Chi legge i fioretti percepisce quasi personalmente la vicinanza ai compagni del Santo — Leone, Angelo e Ruffino — e può ripetere con loro, con tenerezza e nostalgia: «Nos qui cum eo fuimus» (“Noi che siamo stati con lui”).
Fra Ștefan ACATRINEI ha poi illustrato il sesto volume della collana Izvoare Francescane, nella quale sono già state pubblicate in romeno tutte le opere contenute nelle Fonti Francescane. Il volume prende il nome dall’opera di Ubertino da Casale, Pomul Vieții răstignite a lui Isus Cristos, e comprende: la Legenda minor di San Bonaventura, le Laudi di Jacopone da Todi, L’Albero della vita di Ubertino da Casale, il Canto XI del Paradiso di Dante Alighieri, il Libro delle cronache o delle tribolazioni di Angelo CLARENO, documenti papali su Santa Chiara e testi normativi dell’Ordine dei Fratelli e delle Sorelle della Penitenza.
La traduzione in romeno è frutto del lavoro di fra Ștefan ACATRINEI e dei suoi collaboratori — frati, suore e laici — che hanno contribuito con competenza e dedizione.

L’evento, organizzato da fra Dragoș-Paul MÎRȚ, OFMConv, si è concluso alle ore 20.00 con grande partecipazione: l’Aula Magna era gremita, e il pubblico ha seguito con vivo interesse ogni momento della presentazione e della conferenza. La serata ha offerto non solo un’occasione per riscoprire testi fondamentali della tradizione francescana, ma anche un invito a riflettere sul valore della cultura, della fede e della comunione tra persone e tradizioni.

Fra Maximilian PAL
Rettore dell’Istituto Teologico Francescano