Dal 18 al 30 gennaio 2026, si è svolta una visita in Zambia per offrire una serie di tre workshop formativi, incentrati su Giustizia, Pace e Integrità del Creato come elementi essenziali e costitutivi della vita francescana. I workshop hanno invitato i partecipanti a riscoprire la GPIC non come un ministero aggiuntivo, ma come il vero DNA del carisma francescano, radicato nel Vangelo e nella testimonianza vissuta di San Francesco e Santa Chiara.
Ciascuno dei tre workshop ha riunito membri dell’ampia Famiglia Francescana. Erano presenti in numero significativo frati dei tre rami del Primo Ordine — Frati Minori, Frati Minori Conventuali e Frati Minori Cappuccini — insieme a Suore francescane di varie congregazioni, Francescani Secolari e altri collaboratori animati dallo spirito francescano impegnati nel ministero e nella formazione. La loro partecipazione condivisa ha offerto un segno visibile di una comune vocazione francescana vissuta in diversi stati di vita.
Il primo workshop si è svolto a Lusaka, presso il Collegio San Bonaventura, dove la riflessione si è concentrata sulla GPIC come realtà che nasce dall’incontro — in particolare l’incontro di Francesco con il lebbroso — e su come la giustizia inizi dalla solidarietà. I partecipanti sono stati invitati a riflettere su come queste esperienze fondative continuino a plasmare oggi la vita e il ministero francescano.
Da Lusaka, il viaggio è proseguito verso nord, con una sosta al Convento di San Massimiliano Kolbe a Kapiri Mposhi, prima di arrivare a Ndola per il secondo workshop, tenuto presso il Centro Francescano. Questo incontro si è concentrato sulla pace come processo a lungo termine e relazionale, coltivato attraverso la fraternità, la pazienza e il discernimento condiviso. La partecipazione dei postulanti e dei novizi francescani conventuali ha aggiunto una dimensione importante di formazione iniziale, sottolineando che la GPIC deve essere trasmessa fin dall’inizio come un modo di vedere e vivere il Vangelo.
Il viaggio attraverso la Copperbelt e la Provincia Nordoccidentale ha fornito un contesto sempre presente a queste riflessioni. Le comunità incontrate lungo il percorso vivono sullo sfondo costante dell’attività mineraria, un’industria che ha segnato la regione dal punto di vista economico, sociale e ambientale — non sempre in senso positivo. Se da un lato l’estrazione mineraria ha portato sviluppo e occupazione, dall’altro ha lasciato profonde ferite nelle comunità, nella terra e nella vita familiare. Queste realtà hanno dato un peso concreto alle discussioni dei workshop su Giustizia, Pace e Integrità del creato, radicandole nell’esperienza vissuta delle persone che i francescani accompagnano quotidianamente.
Lungo il cammino, si è fatto sosta e si sono visitate quelle che sembravano innumerevoli parrocchie e comunità locali, incontrando le persone, ascoltando le loro storie e testimoniando la resilienza della fede in luoghi spesso segnati da incertezza economica e pressione ambientale. Questi incontri hanno messo in evidenza come la GPIC si viva non principalmente attraverso programmi, ma mediante la presenza, l’ascolto e l’accompagnamento.
Il viaggio ha incluso una visita alla Missione di Santa Teresa a Ibenga, Mpongwe, dove è stata elevata una preghiera nel cimitero dei frati francescani defunti, in un momento di memoria e gratitudine per coloro le cui vite hanno contribuito a plasmare la Chiesa in questa regione. Il tempo trascorso nei pressi della diga di Kafulafuta ha ulteriormente messo in luce il legame intimo tra le persone, le risorse naturali e il creato.
La visita è proseguita a Kitwe, una diocesi che è nata essa stessa da una forte presenza francescana conventuale. La permanenza per diversi giorni al Convento di Sant’Antonio, a servizio della Parrocchia del Sacro Cuore, ha accompagnato questo tratto del percorso. La celebrazione dell’Eucaristia — caratterizzata da un canto comunitario straordinario — è stata una potente espressione di speranza e di fede in mezzo alle sfide affrontate da molte comunità locali.
Il terzo e ultimo workshop si è svolto a Solwezi, presso il Convento San Massimiliano M. Kolbe (Casa Kolbe), dove la riflessione si è orientata più esplicitamente sull’importanza del raccontare storie. Qui i partecipanti hanno considerato come la vita francescana chiami ad ascoltare con attenzione le storie delle persone e della terra, specialmente nelle regioni profondamente segnate dalle industrie estrattive. Il workshop ha sottolineato che stare in solidarietà con i marginalizzati, promuovere la costruzione della pace e condividere il racconto di come l’integrità di una parte del creato di Dio, che era stata compromessa, sia stata restaurata, sono dimensioni inseparabili della vita francescana oggi.
Durante tutto il viaggio, il percorso è stato accompagnato dal team GPIC dello Zambia: fra Patrick MUPULA e fra Gabriel CHILEKWA, oltre a numerosi altri frati, la cui collaborazione e leadership locale sono state essenziali per il successo dei workshop.
Questo tempo trascorso in Zambia ha offerto una testimonianza eloquente della vitalità del carisma francescano e della GPIC come DNA francescano condiviso — vissuto nella fraternità, nella formazione e in una presenza fedele in mezzo al Popolo di Dio, soprattutto in luoghi segnati tanto dalla promessa quanto dalla fatica.
Fra Michael LASKY
Delegato Generale per Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC)








